AI e giornalismo: vi spiego il futuro della mia professione
Dopo 40 di giornalismo posso dire che le competenze di un tempo servono ancora. Anche nell'epoca dell'intelligenza artificiale.

Vivo di scrittura da 40 anni, come giornalista prima e copywriter poi, e con l’arrivo dell’intelligenza artificiale generativa capace di produrre con una certa facilità testi lunghi e articolati è stato inevitabile chiedersi quale sia il futuro della mia professione.
Ho iniziato con le macchine da scrivere, poi sono arrivati i primi computer, 286, 386, 486, Pentium e così via. È stata una rivoluzione: sono spariti i bianchetti (per correggere le bozze), le cartelle, i dimafoni (per dettare gli articoli a telefono), il telefoto (arcaico strumento per trasmettere immagini a distanza).
Si sono diffusi i programmi di impaginazione (PageMaker, QuarkxPress, InDesign) e poi internet, Google, le parole chiave, l’indicizzazione, le regole sempre in movimento della Seo.
È cambiato tutto e per sempre. Ma oggi con l’IA la svolta è ancora più radicale. La questione non riguarda solo con cosa si scrive, ma chi scrive per noi.
Al punto che mi chiedo se determinate competenze, necessarie per produrre testi validi e apprezzati dai lettori, siano ancora indispensabili.

Ovvero se tutto quello che mi hanno insegnato nelle scuole di scrittura, di giornalismo e decenni di esperienza sul campo servano anche adesso, nell’era solo agli albori dell’intelligenza artificiale.
Dopo due anni di intensa esperienza su ChatGPT (e associati) posso articolare una prima risposta: sì, determinate competenze sono utili e forse lo saranno sempre.
Un po’ come è capitato con i programmi di impaginazione e grafica: prima del loro ingresso sul mercato del lavoro si usavano righelli tipografici, fogli millimetrati e una buona dose di conoscenze teoriche. Il passaggio di questi strumenti sullo schermo del pc è stato semplice (ed esaltante) per chi aveva quelle nozioni e quell’esperienza.
Un po’ meno per chi non aveva le stesse basi e si è ritrovato a maneggiare tecnologie potenti (all’epoca) senza però avere il background necessario per muoversi agilmente tra colonne di testo, fotografie, didascalie, titoli, titoletti, sommari, occhielli e la lunga lista di regole e prassi che un serio grafico/giornalista avrebbe dovuto conoscere.
Ha dovuto studiare, non solo i programmi di impaginazione, ma le regole stesse dell’impaginazione.
Credo valga più o meno lo stesso discorso per la scrittura.
Indice
L’AI e il futuro del giornalismo: la qualità conta ancora
In questo post voglio raccontarti come l’intelligenza artificiale può coniugarsi con la qualità di scrittura. E quindi, come uno strumento così innovativo non sostituisca il giornalista o il copywriter, ma ne possa mettere in evidenza le qualità, oltre a velocizzare e di molto qualsiasi tipo di lavoro.
Lo farò sulla base dell’esperienza acquisita in questi anni con ChatGPT, ma anche sulla scorta di tutte le conoscenze che ho approfondito, esteso e applicato nel corso di tutto il mio (ahimè) lungo viaggio con la parola scritta.
Bisogna considerare aspetti diversi. Per il giornalismo, l’IA può essere un valido supporto, ma è difficile che possa sostituire un redattore. In particolare se deve raccontare qualcosa che ha visto dal vivo, realizzare un’inchiesta o un’intervista.
L’IA può aiutare a trascrivere il testo partendo da una registrazione audio/video, aiutare a organizzare le informazioni raccolte per un’inchiesta, correggere i refusi da un articolo o suggerire delle forme verbali più semplici e dirette, elaborare schemi o infografiche.
In una redazione può essere utile per modificare delle note stampa, organizzare il lavoro, raggruppare ed articolare una prima stesura del testo sulla base di dettagliate informazioni, sintetizzare e semplificare complesse relazioni tecniche o giuridiche.
Insomma, un aiutante.
Per i copywriter l’apporto può essere più completo, ma un uso appropriato ed efficace dell’IA, comporta comunque la necessità di avere un bagaglio di competenze indispensabili per rendere il “collaboratore algoritmico” davvero utile. Ovvero, non basta chiedere all’IA di realizzare per voi dal nulla uno scritto e neppure inserire un testo base e pretendere che il programma di intelligenza artificiale lo tramuti in quello che vi serve.
La questione è un po’ più complessa. Soprattutto se si ha intenzione di produrre un testo coerente e di qualità che risponda in pieno alle richieste del committente.
In questi due anni ho compreso che l’intelligenza artificiale può aiutare un copywriter mediocre a migliorare le sue capacità, ma chi è più capace resta migliore anche con l’IA (su questo tema tornerò spesso).
Si è ridotta la distanza tra un mediocre e uno bravo, ma le differenze restano.
Credo che sia valido per tutte le professioni che stanno incrociando sul loro percorso questa innovazione tecnologica.
Vale ad esempio anche per i programmatori: l’IA può aiutare a produrre stringhe di codice, ma solo chi è molto preparato può capire come migliorare a sua volta il lavoro di una varietà di algoritmi ispirati al funzionamento del cervello umano. E non solo, sa anche cosa e come elaborare un prompt per far sì che quel codice prodotto dall’IA risponda in modo preciso al fine per il quale è stato modellato.
Lo stesso discorso vale per la scrittura.
Copywriting assistito dall’intelligenza artificiale: consigli utili
Ci soffermiamo in questo articolo sull’uso della IA per i copywriter. Nelle prossime settimane esamineremo nei dettagli come è possibile utilizzare l’intelligenza artificiale per migliorare l’attività giornalistica. Come accennato si tratta di due aspetti molto distinti ed è quindi preferibile trattarli separatamente per non creare confusione.
Un copywriter che ha deciso di utilizzare ChatGPT4 per la stesura di testi dovrebbe partire da due presupposti:
- l’IA non può e non deve funzionare come un autore autonomo: è un tuo valido e infaticabile collaboratore;
- i testi prodotti con il supporto dell’intelligenza artificiale devono avere una forma originale (direi “umana”) e quindi non facilmente riconducibile all’opera di una rete neurale generata da algoritmi modello.
La prima regola è chiara: chi pensa di lasciare tutto il peso del lavoro alla sola IA è fuori strada.
L’intelligenza artificiale deve essere un supporto che semplifica e velocizza il lavoro, ma delegare tutto a un algoritmo segnala sciatteria e superficialità. Del resto, tutti ricordiamo che fino allo scorso anno c’era gente in rete che si vantava di aver scritto tre libri in un giorno grazie all’IA: magari era vero, ma si evitava di aggiungere che quelle “opere” erano delle schifezze indecenti.
La seconda regola è figlia della prima: l’uso dell’IA per comporre testi è ormai molto comune e, te ne sarai accorto, lo stile, i termini, la costruzione delle frasi dei modelli linguistici basati sull’intelligenza artificiale sono (per ora) facilmente riconoscibili.
Accorgersi che uno scritto è integralmente realizzato da una serie di algoritmi (per quanto potenti) non solo sminuisce il lavoro, ma mina anche la credibilità e il prestigio del sito o della rivista che lo ospita.
Oltretutto la riconoscibilità di un testo IA risalta in modo ancora più evidente quando non viene utilizzato l’inglese.
Infatti la costruzione tipica delle frasi prodotte da Chat GPT (e non solo) segue lo schema della lingua di Albione al quale viene adattato l’italiano. L’ordine delle parole in inglese è relativamente fisso e segue spesso la struttura soggetto-verbo-oggetto. L’italiano è più flessibile grazie al sistema di coniugazione verbale che indica chiaramente la persona e il numero, permettendo variazioni nell’ordine delle parole senza perdere chiarezza.
Ma non solo, ChatGPT è stato nutrito nella sua versione italiana da un bel po’ di materiale burocratico, non proprio un esempio di stile e chiarezza.

Prompt del copywriter
Un copywriter potrebbe avere esigenze diverse per il suo lavoro. Ovvero:
- realizzare uno scritto efficace e divulgativo partendo da una o più fonti che devono poi essere “assemblate” per la produzione di un testo unico e che risponda a determinati requisiti;
- realizzare un testo originale che verrà poi arricchito e integrato dal copywriter sulla base di altre informazioni, approfondimenti e ricerche.
In entrambi i casi è evidente come all’IA sia chiesta una collaborazione attiva (e un preliminare e importante lavoro di base), ma che spetta al copywriter rendere il testo perfettamente in linea con le richieste del committente.
Si parte ovviamente dal prompt. Ovvero la richiesta specifica che formuliamo all’IA per generare un contenuto.
Nello scrivere un prompt è sempre fondamentale ricordare che stiamo comunicando con una macchina. Servono quindi indicazioni chiare per avere esattamente le risposte che cerchiamo.
I sei punti del prompt
In questi due anni di intensa sperimentazione ho individuato sei punti che devono comporre un prompt davvero efficace:
- Definizione dell’obiettivo e del pubblico (il target):
- Obiettivo del testo: devi specificarlo in modo chiaro, comunicando all’IA che vuoi un testo che abbia il compito di informare, educare, persuadere o vendere un prodotto o un servizio;
- pubblico e target: definisci qual è il pubblico a cui va indirizzato il testo: età, interessi, livello di cultura, livello di conoscenza sull’argomento, oltre a qualsiasi altra caratteristica demografica o psicografica (profilazione del target e delle leve che muovono le persone: interessi, stile di vita, valori e credenze, personalità).
- Soggetto e contesto:
- il tema principale: devi definire il tema centrale del testo. Facciamo un esempio: “L’importanza dell’energia rinnovabile”;
- punti chiave: puoi aiutare il compito di ChatGPT elencando i punti specifici che devono essere trattati nel testo. Includi le questioni rilevanti, le statistiche, gli esempi e qualsiasi altro dettaglio pertinente.
- Stile e tono:
- tono: è importante stabilire quale deve essere il tono del testo: formale, informale, espositivo, ottimista, pessimista, ironico/sarcastico, poetico, autorevole, amichevole, autoritario e così via;
- stile di scrittura: informativo/descrittivo, persuasivo/convincente, narrativo, SEO-friendly (adattato specificatamente per il web e nonostante l’ottimizzazione SEO riesce a mentenere la naturalità e l’attrattiva del testo), diretto, conversazionale, professionale/formale, umoristico.
- Specifiche SEO (se servono):
- parole chiave: bisogna fornire una lista di parole chiave da inserire nel testo, indicando la frequenza e la distribuzione desiderata;
- meta descriptions e titoli SEO: queste specifiche possono migliorare l’ottimizzazione sui motori di ricerca.
- Vincoli e limitazioni
- limiti di lunghezza: è necessario specificare il conteggio delle parole (con un minimo e un massimo);
- restrizioni specifiche: è opportuno indicare se ci sono delle frasi e dei termini da evitare, delle linee guida specifiche del brand da seguire.
In fondo anche quando bisognava scrivere un articolo tradizionale e su un quotidiano cartaceo (all’epoca della macchina da scrivere…), era necessario individuare gli stessi elementi, con l’unica eccezione delle specifiche SEO.
Primo esempio: come scrivere un articolo informativo con l’AI
Facciamo un esempio di prompt basato sugli elementi che abbiamo prima elencati:
Genera un articolo informativo di 400 parole per un pubblico di giovani adulti interessati alla tecnologia, sul tema ‘L’evoluzione degli smartphone negli ultimi dieci anni’.
Il testo dovrebbe essere informativo e avere un tono amichevole ma esperto.
Dovrebbe includere una breve introduzione sull’importanza degli smartphone nella vita quotidiana, una sezione dettagliata con almeno tre innovazioni chiave nel design e nella tecnologia, seguita da una discussione sulle implicazioni future.
Incorpora le parole chiave ‘innovazione smartphone’, ‘tecnologia futura’, e ‘design smartphone’ almeno tre volte ciascuna senza sembrare forzato.
Concludi con una riflessione sull’impatto sociale degli smartphone e una CTA (call to action ndr) che invita a leggere più articoli sul nostro blog tecnologico.
Dal prompt è venuto fuori questo testo (c’è da dire che con 800 parole il risultato è stato migliore, ma era troppo lungo in questo contesto):
L’evoluzione degli smartphone negli ultimi dieci anni
Gli smartphone hanno trasformato significativamente il nostro modo di vivere, lavorare e interagire. Questi dispositivi sono diventati tanto essenziali quanto ubiqui, rendendo quasi impossibile immaginare la vita quotidiana senza di essi. Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito a rapidi sviluppi che hanno spostato i confini dell’innovazione smartphone.
Innovazioni chiave nel design e nella tecnologia
- Schermi Edge-to-Edge: Uno dei cambiamenti più visibili nel design smartphone è l’introduzione degli schermi edge-to-edge. Questa innovazione non solo ha migliorato l’estetica dei dispositivi, ma ha anche aumentato lo spazio visivo disponibile, migliorando l’esperienza utente per la visione di media e giochi.
- Fotocamere avanzate: La tecnologia delle fotocamere ha fatto passi da gigante, trasformando gli smartphone in sostituti quasi perfetti per le fotocamere tradizionali. Le innovazioni includono sensori multi-lente che offrono capacità di zoom superiore, modalità notturna e intelligenza artificiale per ottimizzare le foto in base alle condizioni di illuminazione e al contesto.
- Batteria e Ricarica: L’innovazione nella tecnologia della batteria ha visto l’introduzione della ricarica rapida e della ricarica wireless, rendendo gli smartphone più efficienti e adatti a un uso intensivo durante tutto il giorno. Questi miglioramenti hanno ridotto i tempi di inattività e aumentato la mobilità degli utenti.
Implicazioni future della tecnologia degli smartphone
Il futuro della tecnologia smartphone promette di essere ancora più rivoluzionario con l’avanzare della “tecnologia futura”. Il 5G sta già aprendo nuove possibilità per connessioni più veloci e più stabili, che potrebbero cambiare il modo in cui interagiamo con il web e tra di noi. Inoltre, l’integrazione della realtà aumentata nei dispositivi mobili sta iniziando a prendere piede, offrendo nuove modalità di interazione con il mondo reale potenziate dal digitale.
Riflessione sull’impatto sociale
Mentre le innovazioni nel design smartphone e le tecnologie emergenti portano numerosi benefici, è fondamentale considerare anche le sfide sociali, come le questioni di privacy e l’impatto sulla salute mentale. La dipendenza dagli smartphone è una preoccupazione crescente, evidenziando la necessità di bilanciare la connettività tecnologica con il benessere personale.
In conclusione, l’evoluzione degli smartphone ha modellato profondamente la nostra società. Per continuare a esplorare come la tecnologia modella il nostro futuro, vi invitiamo a leggere altri articoli sul nostro blog tecnologico e a rimanere aggiornati sulle ultime tendenze e innovazioni.
Questo testo può essere una base di partenza per il copywriter. Bisogna modificare sicuramente l’attacco (“Gli smartphone hanno trasformato significativamente il nostro modo di vivere, lavorare e interagire“) che è piatto e rischia di convincere il lettore a non proseguire oltre.
Anche la seconda frase è terribile: “...tanto essenziali quanto ubiqui”. Sarebbe il caso di partire direttamente con la terza frase: “Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito a rapidi sviluppi che hanno spostato i confini dell’innovazione smartphone”.
Magari scritta in modo più diretto, elegante e originale, partendo però da quel concetto.
Degli aggiustamenti devono essere inseriti anche nel resto del testo che appare comunque già discretamente scorrevole e rispondente alla traccia.
Le innovazioni indicate nell’articolo possono essere approfondite, inserendo anche i modelli di smartphone che più hanno inciso sulle singole evoluzioni.
Puoi infatti chiedere a ChatGPT di fare una prima analisi, basta chiedere: “Puoi definire nel dettaglio le tre innovazioni chiave degli smartphone negli ultimi dieci anni e i modelli che sono stati all’origine di questa evoluzione?”
Non riporto la risposta completa per evitare di far diventare chilometrico questo post, ma è stata esauriente. Non solo ha spiegato bene in cosa consistono queste evoluzioni, ma ha anche fornito i nomi e le indicazioni sui modelli di smartphone che hanno dato il là a queste svolte.
Aggiungendo un’evoluzione che non era stata inserita nella prima risposta. Questa:
Intelligenza artificiale e capacità di apprendimento automatico
Innovazione:
L’integrazione dell’IA negli smartphone ha portato a miglioramenti significativi in molteplici aree, dalla gestione dell’energia alla personalizzazione dell’interfaccia utente, dalla sicurezza alla qualità delle fotografie. L’IA è utilizzata per apprendere dalle abitudini degli utenti e ottimizzare le prestazioni del dispositivo, rendendo l’esperienza d’uso più fluida e intuitiva.
Modelli chiave:
- Apple iPhone X (2017): Introduce il Face ID, utilizzando una forma sofisticata di IA per il riconoscimento facciale, che non solo migliora la sicurezza ma anche l’interazione con l’apparecchio.
- Google Pixel 2 (2017): Utilizza l’IA per migliorare la fotocamera, il che ha permesso di ottenere una delle migliori qualità di immagine disponibile, nonostante l’utilizzo di una singola lente posteriore, grazie all’elaborazione avanzata delle immagini.
Come migliorare i prompt
Un buon copywriter va a verificare l’esattezza di queste risposte, arricchendole di dettagli. Ma non solo: rivede il testo, utilizza la punteggiatura per dare più ritmo e analizza in modo meno banale le “Riflessioni sull’impatto sociale degli smartphone“.
Insomma, pochi passaggi, una piccola ricerca, una necessaria correzione e il gioco è fatto.
La correzione, torno su questo punto perché è importante, è l’aspetto che fa la differenza tra un copywriter bravo e uno meno dotato. È lì che si riconosce, anche con l’uso dell’IA, la qualità di scrittura.
Tornando indietro nel tempo è come quando un redattore esperto si trovava tra le mani il testo di un volenteroso collaboratore alle prime armi: la revisione del pezzo era fondamentale. Con i testi generati dall’IA bisogna fare esattamente la stessa operazione: revisionare il risultato per correggere lo stile, verificare se le informazioni riportate sono corrette e aggiungere eventuali e ulteriori approfondimenti.
Oltretutto vedrai che l’IA saprà con il tempo adattarsi sempre meglio alle tue esigenze (lo vedremo nei prossimi paragrafi).
Prompt, secondo esempio: come semplificare un testo scientifico con l’intelligenza artificiale
Facciamo un altro esempio. Questa volta è stato chiesto al copywriter di analizzare, sintetizzare e rendere fruibile a un vasto ed eterogeneo pubblico una ricerca scientifica. Abbiamo scelto uno studio sulla resistenza antimicrobica.
Come ogni buon copywriter sa, questo è in genere un lavoro complesso, perché implica l’analisi dello studio (e spesso si tratta di testi lunghi), la conoscenza di una terminologia scientifica, l’individuazione degli aspetti più rilevanti per il pubblico e la capacità di rielaborare in modo semplice informazioni che in origine erano destinate a lettori esperti.
Verifichiamo quali devono essere le specifiche contenute nel prompt in questi casi:
- Obiettivo e pubblico:
- obiettivo: trasformare l’abstract di una ricerca scientifica sulla resistenza antimicrobica in un articolo divulgativo che sia comprensibile e interessante per un pubblico non esperto;
- pubblico Target: adulti interessati a salute e benessere, studenti, professionisti non del settore medico e politiche sanitarie e lettori generali di blog di scienza e salute.
- Soggetto e contesto:
- tema principale: resistenza antimicrobica;
- contesto: l’abstract descrive le ultime scoperte sulla resistenza antimicrobica, le implicazioni per la salute pubblica e suggerimenti per future ricerche.
- Stile e tono:
- stile: Informativo, educativo, accessibile;
- tono: amichevole ma autorevole, chiaro e incoraggiante, in grado di suscitare interesse senza allarmismo.
- Specifiche SEO:
- parole chiave: “Resistenza antimicrobica”, “salute pubblica”, “antibiotici”, “prevenzione infezioni”;
- frequenza delle parole chiave: utilizzare ogni parola chiave almeno tre volte nel testo;
- meta description: “Scopri cosa significa la resistenza antimicrobica e perché è cruciale per la nostra salute comprendere e combattere questo fenomeno.”
- Vincoli e limitazioni:
- lunghezza del testo: 800-1000 parole;
- limitazioni: evitare linguaggio tecnico senza adeguata spiegazione. Mantenere un equilibrio tra semplificazione e accuratezza scientifica.
Partendo da queste indicazioni ecco il prompt che possiamo utilizzare:
Genera un articolo divulgativo di 900 parole sull’abstract allegato, che riguarda la resistenza antimicrobica. Il testo dovrebbe essere chiaro e coinvolgente per un pubblico non esperto. Usa un tono amichevole ma autorevole per spiegare le sfide poste dalla resistenza antimicrobica, le sue cause principali e le possibili soluzioni.
Integra le parole chiave ‘Resistenza antimicrobica’, ‘salute pubblica’, ‘antibiotici’, e ‘prevenzione infezioni’ in modo naturale nel testo. Assicurati che il testo sia privo di gergo tecnico o spiega ogni termine tecnico utilizzato per mantenere l’articolo accessibile e informativo.
Dopo aver elaborato l’introduzione alla ricerca, ChatGPT ha fornito questo testo (non riporto originale, che era stato scritto per un pubblico ristretto e con determinate conoscenze):
La resistenza antimicrobica (AMR) è emersa come una delle più gravi crisi sanitarie a livello globale, interessando paesi di ogni estrazione economica. Con l’aumento della resistenza agli antibiotici, sfide essenziali come la sopravvivenza infantile, l’invecchiamento in salute, la riduzione della povertà e la sicurezza alimentare sono tutte messe a rischio. In questo articolo, esploreremo cosa significa la resistenza antimicrobica, perché è così importante affrontarla ora, e cosa possiamo fare per combatterla efficacemente.
Che cosa è la resistenza antimicrobica?
La resistenza antimicrobica si verifica quando i microbi, come batteri, virus, funghi e parassiti, cambiano in risposta all’uso degli antimicrobici (come gli antibiotici) e continuano a crescere, nonostante l’esposizione a questi medicinali. Ciò significa che le infezioni causate da questi microorganismi resistente possono diventare difficili o persino impossibili da trattare, aumentando il rischio di diffusione di malattie, mortalità più elevata e costi sanitari maggiori.
Perché è importante?
Il rapporto allegato che anticipa il secondo incontro ad alto livello sulla resistenza antimicrobica presso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2024 sottolinea la crescente importanza politica di questo problema. Tuttavia, nonostante le discussioni, poco è stato fatto in termini di obiettivi concreti e finanziamenti dal 2016. La mancanza di azione non solo mette a rischio i progressi sanitari ma rischia anche di annullare decenni di avanzamenti medici.
Obiettivi proposti e soluzioni
Il documento propone obiettivi specifici per il 2030, inclusa la riduzione del 10% della mortalità dovuta alla resistenza antimicrobica, una riduzione del 20% dell’uso inappropriato di antibiotici nell’uomo e del 30% negli animali. Questi obiettivi, denominati “10-20-30 entro il 2030”, sono ambiziosi ma fattibili e richiedono un impegno globale.
Per raggiungere questi obiettivi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sviluppato il sistema Access, Watch, Reserve (AWARE), che aiuta a definire, monitorare e valutare l’uso appropriato degli antibiotici. Mentre alcuni paesi potrebbero aver bisogno di aumentare l’accesso agli antibiotici essenziali, altri dovrebbero ridurre l’uso inappropriato di antibiotici più potenti.
Promuovere la prevenzione
Oltre a gestire e monitorare l’uso degli antibiotici, è vitale migliorare la prevenzione e il controllo delle infezioni. Ciò include un maggiore accesso all’acqua pulita, servizi igienico-sanitari adeguati e una copertura vaccinale estesa, soprattutto in contesti a basso reddito, per ridurre la necessità di ricorrere agli antibiotici.
Verso una responsabilità globale
Per assicurare che ci sia un’impostazione responsabile, è necessaria la creazione di un gruppo indipendente sull’accesso e la resistenza antimicrobica. Inoltre, è essenziale che i leader mondiali, soprattutto quelli dei paesi a basso e medio reddito, si impegnino attivamente in questa causa.
Conclusione
La resistenza antimicrobica non è solo un problema sanitario ma una minaccia globale che richiede un’azione concertata e coordinata. Informarsi e supportare le politiche pubbliche sane sono passi cruciali che ognuno di noi può prendere per contribuire a questa lotta globale. Per ulteriori informazioni su come puoi contribuire a combattere la resistenza antimicrobica, visita il nostro blog tecnologico e resta aggiornato sulle ultime novità e ricerche in questo campo vitale.
Come puoi vedere ChatGPT ha fatto gran parte del lavoro. L’introduzione è stata semplificata, suddivisa in paragrafi, ottimizzata SEO e lo stile divulgativo è sufficientemente chiaro.
Bisogna ora modificare l’attacco del pezzo (come al solito sciatto e piatto), rendere più ritmico il testo con la punteggiatura adeguata, aumentare la leggibilità riducendo le subordinate e di conseguenza la lunghezza delle frasi, ridurre la ripetizione delle parole, spurgare dal testo frasi fatte o espressioni tipiche dell’IA e introdurre riflessioni meno scontate o banali.
Come scrivere un romanzo con l’AI: video tutorial
Nel tutorial di seguito vediamo un esempio di utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scrittura creativa.
Personalizzare i testi prodotti da ChatGPT
Prima di concludere vediamo come rendere i testi prodotti da Chat GPT il più vicino possibile al tuo stile personale.
Potrebbe essere utile seguire questi passaggi:
- Fornisci esempi specifici
- Condividi con ChatGPT esempi del tuo stile di scrittura. Possono essere inclusi estratti di testi che hai scritto, con una spiegazione su ciò che caratterizza il tuo stile (ad esempio, uso di metafore, tono conversazionale, struttura dei paragrafi). Più esempi fornisci, più il modello può “apprendere” e riprodurre le peculiarità del tuo stile.
- Descrivi il tuo stile in modo dettagliato
- Spiega le caratteristiche distintive del tuo stile di scrittura:
- Tono: è formale, informale, professionale, amichevole, ironico, etc.?
- Voce: attiva o passiva? Dinamica o riflessiva?
- Struttura: preferisci frasi lunghe e fluide o brevi e incisive? Come organizzi i paragrafi e le transizioni?
- Linguaggio e dizionario: utilizzi un vocabolario ricco, tecnico, colloquiale, o specifico di un settore?
- Punti di focalizzazione: c’è un particolare focus emotivo, analitico o narrativo nei tuoi testi?
- Spiega le caratteristiche distintive del tuo stile di scrittura:
- Feedback specifici
- Dopo aver generato un testo, analizzalo e fornisci feedback specifici su cosa non rispecchia il tuo stile e cosa invece è stato riprodotto in modo corretto. I feedback aiuteranno ChatGPT a calibrare meglio le future risposte.
- Chiedi modifiche in tempo reale
- Non esitare a chiedere modifiche specifiche, come “rendi il tono più formale” o “utilizza metafore sul tema della natura”. ChatGPT può adattarsi e modificarne immediatamente lo stile secondo le tue indicazioni.
- Utilizzo di prompt dettagliati
- Come abbiamo visto quando richiedi la creazione di un testo, sii il più dettagliato possibile nel tuo prompt. Specifica non solo l’argomento e il formato, ma anche il tono, lo stile e altri elementi stilistici che desideri siano incorporati nel testo.
- Interazione continua
- Più utilizzi ChatGPT indirizzandolo sullo sviluppo di uno stile specifico, più il sistema sarà in grado di adattarsi alle tue preferenze. L’uso ripetuto con feedback continuo affina la capacità di ChatGPT di produrre testi che corrispondano alla tua modalità di scrittura.
Questa parziale introduzione alla scrittura con ChatGPT ha dunque ribadito il concetto di partenza: l’IA facilita la produzione di testi, ma le competenze e il talento continueranno a fare la differenza tra i copywriter.
Chi vive con la parola scritta non deve temere per il futuro della sua professione. Dovrà però aggiungere alle conoscenze che già possiede anche la capacità di dialogare con l’IA per ottenere risultati migliori.
